Lidio Delfini - Chef Executive (©1999 - 2019)
Lidio Delfini - Chef Executive (©1999 - 2019)

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Lidio Delfini
Chef Executive
L'arte nella cucina

Rassegna Stampa

Ristorazione Romana (Ottobre/Novembre 1986)
spice! (Febbraio 2003)
Capital (Marzo 2003)
Roma La rivista della capitale (giugno 2003)
EXTRA (ottobre 2003)
Fuoricasa (Dicembre 2003)
Corriere della Sera (19 Marzo 2004)
Latina Oggi (20 Marzo 2004)
Corriere dell'Umbria (11 Febbraio 2005)
Il Quaderno delle Ricette dei Grandi Chef
Corriere di viterbo (24 Novembre 2006)

EXTRA - (Ottobre 2003)

Il Rito della gola

Che sia molto bello, non c’è ombra di dubbio. Che sia frequentatissimo nemmeno. Che sia un locale di tendenza, dove ci si va non so lo per mangiare, ma anche per degustare delle ottime e selezionate bottiglie di vino è cosa certa. Parliamo del Moscati, il nuovo ristorante wine bar, adiacente all’Hotel Mòvenpick Central Park, affacciato su Monte Mario e sulla Cupola di San Pietro. Ha aperto i battenti in sordina, quest’estate, ed è gia diventato un appuntamento fisso per i romani. Moscati è qualcosa di più. E quel più stà nella qualità e nella cortesia di coloro che hanno voluto esprimere qualcosa che andasse oltre il modaiolo. Progettato dalle architette Widmann e Camponeschi, il Moscati è senz’altro trendy, senza esagerare, quel tanto che basta. Varcato l’ingresso si resta piacevolmente colpiti dall’atmosfera intrigante e avvolgente. L’arredamento è ricercato, informale e raffinato. Al centro della sala, un suggestivo bancone con ripiano in marmo e rivestimento in pel le bianca è l’elemento prevalente, pensato e voluto proprio per dare la sensazione che: “qui si beve!” Tanti stuzzichini, piccoli appetizer, come premessa per una cena d’autore. Nello spazio circostante tavolini di legno scuro e grandi divani e sgabelli di velluto, dalle tonalità del prugna e dei verde acido. Le lampade sono curiose, scendono sui tavolini a forma di cono e con cerchi concentrici di diversi colori riprendono le tonalità dei velluti. Un gioco di luci, mixato con una musica lounge di sottofondo. Su una parete una splendida teca con le migliori etichette che si possono poi ri chiedere per una grande degustazione al tavolo.

Ma la novità è il carattere versatile del Moscati che all’occorrenza si trasforma anche in spazio espositivo, per ospitare importanti opere di pittura e scultu ra, sui temi del gusto e della convivialità. “Abbiamo cercato di coniugare ai Moscati — afferma Giuseppe Falconieri, generai manager della Mòvenpick Hotel — l’esperienza di un “contenitore design”, insieme alla migliore tradizione culinaria italiana. Grande qualità e poche elaborazioni”.

Ma Moscati non è solo questo. Il vero àtout è nella competenza e nella passione di chi, dietro le quinte, lavora perché tutto ciò non si limiti al solo apparire. Parliamo del Maestro di Cucina, Lidio Delfini, chiamato a dirigere la ristorazione sia del Moscati che dell’ Hotel Mòvenpick Central Park di Roma. Insieme a lui, il suo braccio destro, il giovane e bravo Leonardo Barbetta che lo segue ormai da diversi anni. Enrico Mazzacara, il sommelier responsabile del la carta dei vini, coadiuva il maestro. In cantina oltre 250 etichette, tutte rigorosamente italiane. Insignito dalla Federazione Italiana Cuochi del prestigioso titolo di Maestro di Cucina ed Executive Chef, Lidio, vanta un curriculum niente male. Ricordiamo solo alcune delle sue tappe fondamentali come: il Blue Note di Milano, l’Hotel Le Dune di Sabaudia, il Cucina Italiana a Roma, con l’incarico di direttore della linea cucina del marchio “Cucina Italiana”. Ed è stato anche l’executive chef del noto Hotel Cristallo di Cortina d’Ampezzo.

Nel frattempo si è dedicato all’elaborazione dei manuali sull’H.a.c.c.p; sulla ricerca e formazione del personale. Tra le sue esperienze c’ è anche quella di capo partita e poi sous-chef al Lord Byron nel ristorante Le Jardin che ottenne la prima stella Michelin. Ora il ritorno a Roma, determinato anche dalla volontà di avvicinarsi a casa, visto che la sua famiglia vive in un borgo nella provincia di Rieti.

Il matrimonio tra arte e gusto è la “mission” di Lidio Delfini: nelle sue creazioni la tradizione regionale e mediterranea ha come base l’utilizzo di prodotti sempre di altissima qualità. Il risultato è una selezione di piatti non ampia, ma continuamente rinnovata che segue l’alternarsi delle stagioni in un perfetto equilibrio tra forma e sapori. Fondamentale per Lidio seguire alcune regole: la freschezza delle materie prime; le cotture che richiedono massima attenzione; il mantenimento di una linea di cucina leggera; la particolare attenzione nella presentazione dei piatti e per finire la cooperazione con i propri allievi e collaboratori. Ci sediamo a tavola e aprendo il menù ci rendiamo conto che il rito della gola può cominciare. Citiamo alcune delle proposte per l’autunno: tra gli antipasti i rotoli di crespelle farciti con melanzane e mozzarella di bufala su verdure stufate. Per i primi la zuppa di fagioli all’occhio con porcini in cofanetto di pane fatto in casa, il risotto mantecato con cime di rapa e pecorino di botte della Maremma. Nei secondi c’è la scelta tra i piatti di carne, come le costolet tedi agnello in crosta di erbette oppure di pesce, come gli involtini di spada farciti con ricotta, olive e finocchietto selvatico. Capitolo a parte per i dessert. Una delizia per occhi e palato.

Rassegna Stampa.

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